2026 Scozia

Isole Ebridi

Le isole Ebridi (in inglese Hebrides, in gaelico scozzese Innse Gall) sono un esteso gruppo di isole situate al largo della costa occidentale scozzese. Abitate fin dal Mesolitico, hanno avuto influenze culturali sia celtiche che norrene. Dal punto di vista geologico sono costituite dalle rocce più antiche delle Isole Britanniche. Le Ebridi sono l’arcipelago più grande della Scozia, suddiviso nelle Ebridi Interne e nelle Ebridi Esterne. Storicamente abitate da popoli celtici, norreni e di lingua inglese, la loro cultura e i nomi delle isole riflettono questa diversità; gran parte della letteratura e della musica gaelica scozzese ha avuto origine qui. Oggi, l’economia delle isole si basa sull’agricoltura di sussistenza, la pesca, il turismo, il petrolio e le energie rinnovabili, a sostegno di una popolazione di circa 45.000 abitanti.

Isola Iona

Iona è una piccola isola, larga 1,6 km e lunga 5,6 km, appartenente alle Ebridi Interne, in Scozia. Il suo nome in lingua gaelica scozzese è Ì Chaluim Cille (Isola di San Columba), o talvolta solo Ì o Idhe. Essa dista circa un chilometro e mezzo dalla costa dell’isola di Mull. Ha una popolazione residente di 175 persone.

Abbazia di Iona

L’Abbazia di Iona, divenuta ora una chiesa ecumenica, è di particolare interesse storico e religioso sia per i pellegrini che per i visitatori. Essa è l’edificio religioso sopravvissuto dal Medioevo più elaborato e meglio conservato nelle isole Ebridi. Di fronte all’Abbazia si trova la Croce di San Martino, del IX secolo, una delle Croci celtiche meglio conservate nelle Isole Britanniche, e una copia moderna della Croce di San Giovanni, dell’VIII secolo, i cui frammenti originali si trovano nel museo dell’Abbazia.

La chiesa abbaziale, restaurata nel 1910, è un edificio gotico del XIII-XIV secolo a pianta cruciforme. L’interno ad una sola navata con transetto e profondo coro, è raccolto e suggestivo. Il transetto nord è l’unica parte sopravvissuta del primo edificio; la crociera è per lo più quattrocentesca. Alle pareti e nelle nicchie si vedono lapidi e monumenti funebri di epoche diverse, tra cui spicca, nel transetto sud, quello in marmo bianco dell’ottavo duca di Argyll e della moglie Ina. Al centro del chiostro, in origine, sembra potesse esserci stato un “albero della vita”, simbolo cristiano di tutte le cose buone che provengono da Dio. Oggi vi è una scultura moderna, opera dell’artista lituano Jacques Lipchitz ed intitolata “Discesa dello Sipirito“.

Convento di monache agostiniane

Risalente al XIII secolo, si ritiene sia stato fondato contemporaneamente all’abbazia. Mentre i monaci benedettini davano nuova vita all’abbazia, le monache agostiniane vivevano in pace e spiritualità a pochi metri di distanza.